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Tempio di San Giovanni Evangelista

Torino

Il nostro approccio con la chiesa di San Giovanni Evangelista a Torino, per noi affettuosamente "San Giovannino" è stato, fin dall'inizio, imperniato dalla consapevolezza di essere di fronte ad un opera architettonica, una chiesa salesiana, fuori dal comune. La semplicità delle forme, unita alla ricercatezza del particolare ci ha fatto capire quanta cura l'arch. Arborio Mella avesse avuto nella progettazione e nella realizzazione di questo monumento. La stessa cura e dedizione che ora noi, dopo oltre un secolo, dovevamo tenere nel cercare di soddisfare la Committenza. Sapevamo fin dall'inizio che non sarebbe stato facile capire come restaurare l'apparato decorativo, razionalizzare l'impianto di riscaldamento e consolidare le volte della navata e del presbiterio; infatti l'apparato decorativo appariva oltre che degradato dal tempo, oggetto di apparenti incongruenze con le notizie storiche originali, in particolare con gli scritti del Mella. La chiesa aveva perso l'effetto luminoso tanto voluto dal suo ideatore. Inoltre il sistema di riscaldamento originale a pavimento era da tempo stato sostituito da generatori di calore ad aria calda a gas posti sui terrazzini laterali e collegati alla chiesa per mezzo di invadenti griglie nelle murature delle navate laterali. Le volte, in particolare quelle delle navate laterali e del presbiterio, apparivano fessurate in più punti in modo superficiale e con crepe passanti in un paio di casi. In accordo con la Soprintendenza i saggi stratigrafici hanno posto in evidenza le stratificazioni successive dell'apparato pittorico. Insieme all'Ing. Giorgio Formia abbiamo studiato possibili soluzioni alternative per gli impianti termici che permettessero una migliore integrazione ed un risparmio energetico. In particolare è stata scoperta una vecchia mappa riportante il percorso delle canalizzazioni a pavimento, in origine utilizzate per il riscaldamento e collegate con un generatore di aria calda a carbone. Insieme all'arch. Massimo Aimar è stata eseguita una analisi accurata delle lesioni presenti sulle volte di copertura del catino absidale, della navata centrale e delle navate laterali. L'esito delle verifiche ha evidenziato dei problemi di taglio oltre che flessionali per cui il previsto intervento con fibre di carbonio è stato sostituito con un intervento di placcaggio. La fase di progettazione degli interventi è stata completata, in collaborazione con gli enti di tutela e sulla base dei dati raccolti durante la precedente fase di conoscenza e ha portato per quanto riguarda l'apparato decorativo alla scelta, condivisa anche dal direttore operativo dei restauri, dott.sa Barbara Rinetti, di effettuare l'asportazione di tutte le ridipinture successive a quelle originali.

2008

 Torino

Istituto San Giovanni Evangelista

Restauro e risanamento conservativo del Tempio

Arch. F. Vallero, Arch. S.Trucco

1. 226.842

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